Territorio, economia e innovazione: l’Assise 2026 di Assolombarda Pavia e l’intelligenza territoriale di Simbiosi all’Innovation Center Giulio Natta

L’ 11 giugno 2026 l’Assise Generale di Assolombarda Pavia, dedicata al tema “Territorio, economia e innovazione”, si è tenuta all’Innovation Center Giulio Natta di Giussago (PV), sede di Simbiosi. Sul palco, moderato da Paolo Bricco de Il Sole 24 Ore, il CEO di Simbiosi Piero Manzoni ha portato il concetto di intelligenza territoriale: un territorio diventa attrattivo e sostenibile quando trova al proprio interno le risorse per essere resiliente. Da questa esperienza nasce anche SynERE, l’architettura cyber-fisica che porta il digital twin su impianti produttivi, data center e utilities.

L’Assise Generale 2026 di Assolombarda Pavia ha scelto l’Innovation Center Giulio Natta di Giussago, sede di Simbiosi, per parlare di “Territorio, economia e innovazione”.

Questo luogo non è una cornice casuale. Qui ogni giorno si lavora a una tesi semplice e oggi sempre più strategica, che un territorio diventa attrattivo quando trova al proprio interno le risorse per essere resiliente, dall’energia all’acqua, dal suolo ai materiali, fino agli scarti da rimettere in circolo e alle competenze. È il cuore dell’intelligenza territoriale di Simbiosi.

Territorio, economia e innovazione”: tre parole da rimettere una accanto all’altra

L’assemblea 2026 di Assolombarda Pavia si è aperta nel contesto di quella che il Presidente della Sede di Pavia, Tommaso Rossini, ha definito una “tempesta perfetta”. Un insieme di crisi energetica, transizione ambientale e aumento dei costi dei fertilizzanti legato alle aree di conflitto, con una pressione diretta sul sistema produttivo del territorio. In questo quadro, la sostenibilità è stata letta non come vincolo ma come leva strategica in particolare per un territorio come quello pavese, vocato alla qualità ambientale.

Il filo conduttore lo ha tracciato il CEO di Simbiosi, Piero Manzoni: territorio, economia e innovazione sono tre parole che troppo a lungo abbiamo pensato separate e che vanno invece rimesse una accanto all’altra. La crisi energetica, ha spiegato, non è solo il costo dell’energia a fine anno. E’ ciò che spinge un’impresa a rivedere i propri investimenti e a chiedersi dove collocare i propri impianti produttivi. E l’energia è connessa a tutte le altre risorse come l’acqua, il suolo e i fertilizzanti, in un’unica catena di resilienza territoriale.

L’intelligenza territoriale di Simbiosi: la resilienza come fattore di attrattività

Nel suo intervento Manzoni ha portato il modello Simbiosi. Un territorio capace di trovare al proprio interno le risorse per essere autonomo come energia, acqua, suolo, materiali, scarti, competenze, fattore umano e innovazione, diventa resiliente, e la resilienza è ciò che rende quel territorio attrattivo ed economicamente sostenibile. Da qui la tesi centrale che la sostenibilità non è più solo politica ambientale, è politica industriale.

Simbiosi declina questo principio su due attività complementari: l’intelligenza territoriale, basata su modelli digital twin e cyber-science che simulano e ottimizzano in modo predittivo un territorio o un’attività, e l’intelligenza artificiale applicata a queste simulazioni attraverso il lavoro di SynERE. Due strumenti che servono a leggere un territorio “di domani” e a capire come potrebbe essere ottimizzato, fino alla scala della Smart Land.

Exattamento: l’innovazione dolce che nasce da ciò che già esiste

Il concetto su cui Simbiosi fonda il proprio modello prende in prestito una parola dalla biologia: exattamento (in inglese exaptation). In natura è il meccanismo per cui una struttura nata per una funzione ne assume un’altra. E’ così che, ad esempio, si sono evoluti gli organi che hanno reso possibile il volo. Trasferito al territorio, l’exattamento è ciò che viene definito innovazione dolce e significa trasformare ciò che già esiste in qualcosa che prima non c’era, facendo nascere dal terreno e da risorse altrimenti dormienti qualcosa di più resiliente per il futuro.

Per Manzoni è quasi un’eredità che parte dal nome di Giulio Natta, premio Nobel a cui è intitolato l’Innovation Center, alla strada tracciata sul fronte ambientale dal figlio Giuseppe Natta, suo suocero. Lo stesso filo che lega le Nature-Based Solutions e la NBS Valley® sviluppate a Giussago.

SynERE: il digital twin che nasce dall’esperienza Simbiosi

Il digital twin richiamato da Manzoni ovvero la replica digitale di un sistema che gira sui dati reali della sensoristica, ha oggi un suo spazio dedicato. SynERE, società del gruppo nata dall’esperienza di Simbiosi, è l’architettura cyber-fisica che trasforma energia, risorse, impianti e attività in sistemi capaci di apprendere, adattarsi e rigenerarsi. È il motore tecnologico che traduce l’intelligenza territoriale in regia operativa e che porta il digital twin oltre la singola macchina, fino alla scala dell’intero sito.

L’ambito di applicazione non sono soltanto gli impianti produttivi. Il modello vale anche, ad esempio, per i data center e per le utilities, realtà a forte intensità di risorse, dove energia, acqua e continuità operativa pesano in modo decisivo. Sul digital twin SynERE legge i flussi in tempo reale, riconosce la deriva di un asset prima che diventi un fermo non programmato e ottimizza i consumi in modo dinamico, simulando gli scenari prima ancora di intervenire sull’impianto reale.

Questo è il legame concreto tra le due realtà dove Simbiosi progetta e gestisce gli impianti e l’intelligenza territoriale del sito mentre SynERE ne è il cervello cyber-fisico, che apprende dai dati e governa risorse e flussi nel tempo. Insieme rendono un territorio e ogni infrastruttura che lo abita non solo monitorato a posteriori, ma capace di regia predittiva.

Università, aziende, startup e capitali: la catena che porta l’innovazione al mercato

Il passaggio più netto dell’intervento di Manzoni ha riguardato la differenza tra ricerca e innovazione: finché resta in università, l’innovazione rimane ricerca; diventa innovazione solo quando arriva al mercato. E per arrivarci servono quattro cose insieme, università, aziende, startup e capitali. Senza capitali, ha sottolineato, l’innovazione non passa dall’università al mercato.

Su questo fronte Simbiosi può investire in startup attive nella resilienza territoriale, e il segnale arriva anche dalla finanza dove l’interesse del mercato dei capitali va verso l’intelligenza territoriale. Il messaggio conclusivo è che non si tratta di avere un impianto più intelligente, ma un territorio che ospita intelligenza.

Le voci dell’ecosistema: istituzioni, università, industria, credito e startup

Il confronto sul palco ha messo intorno allo stesso tavolo l’intero ecosistema dell’innovazione pavese. Tommaso Rossini, Presidente di Assolombarda Pavia, ha ricordato come il tema ambientale, spesso percepito come vincolo, possa diventare un elemento virtuoso anche per le PMI. La limitazione di un fattore produttivo, se affrontata strategicamente, genera efficienza e la sostenibilità è ormai entrata stabilmente nell’agenda d’impresa.

Il Rettore dell’Università degli Studi di Pavia, Alessandro Reali, ha rappresentato il primo anello della catena. Senza l’università quella sequenza non parte, e sono i giovani che ne escono il futuro che oggi si sceglie se costruire o lasciar andare. Il quadro dell’ecosistema locale è stato fornito da Valeria Negri, Direttore del Centro Studi di Assolombarda, con la presentazione del rapporto “L’ecosistema dell’innovazione di Pavia”.

A dare voce alla componente startup è stata Saturnalia, startup agritech, dell’ecosistema Innovation Center Giulio Natta, rappresentata dal co-founder e CEO Gianni Cristian Iannelli spin-off universitaria nata a dicembre 2024 che elabora dati satellitari con l’intelligenza artificiale per fornire ad assicurazioni e banche una valutazione oggettiva del rischio agricolo, con clienti già oltre i confini italiani.

Sul versante industriale, Pietro Chèrié Lignière, Direttore della Raffineria Eni di Sannazzaro, ha raccontato i progetti di sviluppo dell’impianto, tra consolidamento del ciclo tradizionale e conversione verso la produzione di biocarburanti (HVO) con tecnologia Ecofining. Un caso di economia circolare industriale e di neutralità tecnologica nella transizione. Sul fronte del credito, Paola Lecci, Direttrice Regionale Lombardia Sud della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha richiamato il ruolo degli istituti bancari nel finanziare l’economia reale e nell’affiancare le PMI con servizi di advisory, perché senza capitali aziende e startup non affrontano le sfide di un mercato globale.

L’Assise ha visto inoltre i saluti istituzionali del Sindaco di Giussago Albino Suardi e dell’Assessore di Regione Lombardia Massimo Sertori, l’intervento del Presidente della Provincia di Pavia Giovanni Palli e le conclusioni del Presidente di Assolombarda Alvise Biffi. A moderare il confronto, l’inviato speciale de Il Sole 24 Ore Paolo Bricco.

Perché un territorio che ospita intelligenza è un asset

L’Assise 2026 di Assolombarda Pavia ha confermato il ruolo dell’Innovation Center Giulio Natta e di Simbiosi come luogo e interlocutore di riferimento per imprese e istituzioni che vogliono coniugare competitività, sostenibilità e sviluppo del territorio. Che serva cambiare prospettiva è ormai chiaro e che il territorio sia un asset da rendere tale attraverso l’intelligenza territoriale e il modello Smart Land lo è altrettanto.

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